In genere si tende a vedere la caduta dei capelli come un problema esclusivamente maschile, che non colpisce il gentil sesso.
In realtà la caduta dei capelli è un problema grave per le donne quasi quanto per gli uomini e circa il 20% delle italiane è colpito da questa fastidiosa complicazione.
Nella maggior parte dei casi si tratta di un problema esclusivamente estetico, che però causa notevoli riscontri a livello psicologico a chi ne è afflitto, molto più nelle donne che negli uomini, in quanto se per questi il segno di un diradamento progressivo dei capelli è universalmente accettato, per le donne viene vista come un’anomalia.
Le cause della calvizia femminile sono molteplici, dalle più lievi provocate da una dieta sbagliata e carente di proteine, a disfunzioni ormonali che alterano il naturale ciclo di nascita e crescita del capello.
Tratteremo sicuramente questi problemi in futuro, ma quella su cui ci vogliamo soffermare oggi è la causa genetica, che porta ad una forma di alopecia androgenetica, molto simile a quella dell’uomo.
Esternamente la calvizie femminile si presenta in maniera molto diversa rispetto a quella maschile, non vi è infatti un arretramento della linea frontale o una deconcentrazione nella parte centrale della testa, ma si manifesta con un progressivo diradamento omogeneo in tutta la capigliatura, leggermente concentrato nella sommità del capo.
Le donne afflitte da questo problema devono portare una particolare attenzione alla cura dei propri capelli, questi infatti tendono ad essere più sottili del normale e quindi molto più delicati, in particolare:
- Lavarli con appositi shampoo, che non siano eccessivamente aggressivi e che non danneggino ulteriormente il fusto;
- Evitare tinture, permanenti o altri trattamenti, che tendono ad indebolire anche i capelli più forti;
- Spazzolarli con cura, senza metterci troppa energia, in questo modo eviterete di spezzarli incorrendo nell’effetto gonfio e poco curato.
Questi sono solo alcuni consigli su come convivere con il problema, ovviamente alla base di tutto deve esserci uno stile di vita sano ed una dieta equilibrata, se poi la situazione dovesse persiste o peggiorare, meglio ricorrere alla visita di un medico tricologo specialista, che può consigliarvi ed eventualmente indirizzarvi verso trattamenti più specifici.




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