Entriamo nel vivo della discus­sione sul tra­pianto di capelli vedendo quali sono le tem­pi­sti­che, le fasi prin­ci­pali e quali risul­tati aspet­tarsi da que­sto tipo di intervento.

Un tra­pianto di capelli ben stu­diato si com­pone gene­ral­mente in 3 macro­fasi, una prima fase di pre­pa­ra­zione e pro­get­ta­zione, l’intervento vero e pro­prio ed il post inter­vento.
Vedia­mole più nello specifico.

Pre­pa­ra­zione
Prima di pro­ce­dere con qual­siasi tipo di inter­vento è neces­sa­ria una visita con il medico tri­co­logo, per capire il tipo di cal­vi­zie di cui si sof­fre e quindi se si è tra i can­di­dati che pos­sono ese­guire un tra­pianto.
È bene esporre al medico tutti i dubbi ed ascol­tarlo per avere un qua­dro gene­rale dell’intervento e dei risul­tati auspicabili.

Inter­vento
La lun­ghezza dell’intervento dipende dall’operazione richie­sta e dall’ampiezza della zona da trat­tare, ma in genere si tratta di un’operazione molto lunga che può pro­trarre anche per diverse ore.

  • Seda­zione: in genere l’operazione avviene in ane­ste­sia locale, senza biso­gno di ricovero.
  • Pre­lievo: ovvero l’esportazione di una pic­cola parte del cuoio cap­pel­luto, che poi verrà uti­liz­zata per la minia­tu­riz­za­zione dei bulbi.Si tratta di una stri­scia sot­tile, di spes­sore infe­riore ad 1,5 cm per evi­tare pro­blemi di cica­triz­za­zione, che viene pre­le­vata all’altezza della nuca, dove i capelli sono più forti e vi è una den­sità media tra le 60 e 90 unità fol­li­co­lari per cen­ti­me­tro quadrato.
  • Impianto: sto­ri­ca­mente l’impianto avve­niva con l’innesto di pic­coli ciuffi di capelli, dando come risul­tato “l’effetto a bam­bola”, attual­mente, per un risul­tato più natu­rale si pre­fe­ri­sce par­lare di impianto fol­li­co­lare, inne­stando gruppi di 1 o al mas­simo 4 capelli che con­di­vi­dono lo stesso canale di salita.

Que­sto lo si può rea­liz­zare anche gra­zie all’innalzamento delle per­cen­tuali di attec­chi­mento del capello.

Post inter­vento
Il post ope­ra­to­rio non è ecces­si­va­mente trau­ma­tico.
A livello este­tico un tra­pianto in con­di­zioni di dira­da­mento non porta chi ci sta vicino ad accor­gersi della mutata con­di­zione, in altri casi soli­ta­mente il tra­pianto può essere con­fuso con pro­ble­ma­ti­che del cuoio capel­luto come irri­ta­zioni o der­ma­titi.
I punti di sutura della zona di pre­lievo ven­gono tolti già 14 giorni dopo l’intervento, e non restano cica­trici visi­bili.
La riu­scita del tra­pianto la si può sti­mare a 4 o 5 mesi dall’intervento, ma per poter valu­tare appieno i risul­tati, biso­gnerà aspet­tare la nor­ma­liz­za­zione dei pro­cessi di cre­scita, e quindi almeno un anno, durante il quale sono con­si­gliate visite di con­trollo almeno ogni 3–4 mesi.